Una straordinaria esperienza da Chez Black a Positano.

E’ sempre bello tornare a scrivere dopo un po. Ed è ancora più bello farlo con la consapevolezza di raccontare un’esperienza a dir poco estasiante. Questa volta il nostro solito tour eno-gastronomico ci ha condotti a Positano, la perla della costiera Amalfitana.

Inutile stare qui a commentare e a descrivere le incantevoli bellezze del luogo, dello scenario suggestivo e della bella giornata di sole che ci ha accompagnati in una domenica di ottobre. Concentriamoci sulla straordinaria esperienza gustativa vissuta.

Arriviamo a Positano verso le 12 e 30, giusto il tempo di una breve camminata tra i vicoli pullulanti dei tipici negozietti del paese che subito ci dirigiamo verso il ristorante scelto: Chez Black. Il locale, affacciato direttamente sulla spiaggia, è arredato in un perfetto stile marinaresco, dando ai clienti l’impressione di trovarsi a bordo di una nave da crociera e lo stesso vale per la divisa dei camerieri simile ad una tenuta da marinaio.

Per quanto riguarda il servizio i camerieri in sala si sono dimostrati da subito all’altezza della situazione: il cameriere che ci ha serviti per tutta la durata del pranzo è sempre stato cortese, gentile e professionale ed è stato in grado di consigliarci con cura i piatti migliori del menù.

Ma passiamo a quello che per noi è stato sicuramente l’aspetto più importante della giornata (come sempre): il cibo. Prima di cominciare però è giusto precisare che questa volta eravamo a pranzo con altre persone e quindi abbiamo avuto modo di assaggiare qualche portata in più. Come al solito abbiamo cominciato dall’antipasto, un misto di crudi, marinati e fritti (ovviamente tutto rigorosamente a base di pesce). Per prima cosa ci è stato servito un piatto misto con alici fritte, polipetti fritti, pizzette fritte e alici ripiene con ricotta, mozzarella e basilico ovviamente impanate e fritte. Quest’ultima proposta è stata a nostro avviso la migliore per lo straordinario equilibrio di sapori.

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Abbiamo poi proseguito con due piatti di crudi e marinati tra cui alici, salmone, pesce spada, tonno e polpo tutti tagliati a fette sottili. La loro consistenza era talmente delicata che si scioglievano in bocca, sprigionavano un intenso sapore di mare ancor prima di essere masticati per quanto erano freschi.

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A seguito dell’antipasto, che oltre ad essere sorprendentemente squisito era anche particolarmente abbondante, decidiamo di proseguire imperterriti con i primi e ci lasciamo consigliare dal cameriere che ci convince a provare il risotto ai frutti di mare, lo spaghetto ai ricci di mare e la linguina all’astice.

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Il risotto era saporito e mantecato alla perfezione e i frutti di mare, tra cui cozze, vongole, cannolicchi e fasolari freschissimi, erano insaporiti a dovere con olio, prezzemolo e limone e particolarmente abbondanti.

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Gli spaghetti ai ricci di mare serviti tra le altre cose in un simpatico ed eccentrico piatto a forma di riccio avevano un sapore di mare straordinario fresco e allo stesso tempo saporito. Sembrava di mangiare ricci direttamente dallo scoglio.

Lo spaghetto all’astice infine è stato qualcosa di sublime: il condimento a base di pomodorino fresco esaltava il gusto dell’astice praticamente viva fino a qualche minuto prima.

Per concludere i commensali più resistenti hanno poi deciso di ordinare anche il secondo e sempre su consiglio del cameriere ci è stata servita una pezzogna con un guazzetto al pomodoro accompagnata da due bruschette con pomodoro del piennolo.

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Inutile dire che il pesce era ovviamente freschissimo, selezionato dopo un’attenta ricerca tra il pescato del giorno e il guazzetto era saporito e gustoso grazie anche all’aroma intenso del pomodoro del piennolo.

Tutto il pranzo è stato inoltre accompagnato da vino sia bianco che rosso: un Costa d’Amalfi Tramonti Bianco Tenuta San Francesco del 2013 e un Costa d’Amalfi Tramonti Rosso Tenuta San Francesco del 2012.

Il pranzo si è concluso infine con il dessert: tiramisù e ricotta e pera buoni e preparati dai pasticceri del ristorante, peccato solo che non fossero tenuti troppo al fresco .

Per concludere, i nostri giudizi non possono essere che positivi sia per quanto riguarda la location che per quello che concerne il servizio, ma una lode particolare la merita sicuramente il cibo. Al di là della freschezza delle materie prime tutti i piatti erano preparati con cura e con grande maestria da parte dei cuochi abilmente diretti dal proprietario/chef. Alcune ricette provate come il tonno affumicato, le alici ripiene e i primi hanno praticamente stampato un ricordo indelebile nella nostra memoria.

Se dovessimo esprimere la nostra soddisfazione in una scala che va da uno a dieci questa avrebbe di sicuro una valutazione non inferiore al 9. In conclusione ci sentiamo di consigliare vivamente Chez Black per tutta una serie di motivi che comprendono, oltre alla buona cucina, anche altri aspetti come la serietà e la professionalità del personale, la location particolare e dulcis in fundo lo scenario stupendo di Positano che fa da sfondo a tutto quanto.

La Bella Cina…ma è veramente così bella?

Il nostro ultimo tour gastronomico ci ha portati nuovamente a Napoli. Questa volta però non siamo qui per parlare della pizza o delle altre eccellenze culinarie del capoluogo campano, ma di altro. Come potete notare dai nostri ultimi articoli in queste settimane, tra kebab, sushi, hamburger e colazioni all’americana, stiamo dedicando la nostra attenzione alla cucina estera. Così passeggiando tra le strade del centro ci siamo imbattuti in questo simpatico ristorante cinese chiamato, forse in maniera un po’ troppo scontata, Bella Cina.

Il locale anche se non è ben visibile dall’esterno si presenta molto bene: diviso in più sale tutte arredate in perfetto stile orientale, molto elegante, semplice e funzionale.

Il personale è molto gentile e professionale i ragazzi parlano tutti un’italiano molto fluente e sono sempre a completa disposizione dei clienti.

Per quanto riguarda il cibo invece non ci sentiamo di spendere così tante parole di elogio. Vengono presentati innanzitutto due menù uno con proposte di cucina cinese l’altro con proposte di cucina giapponese e sushi. Non vogliamo fare del qualunquismo, ma in genere quando si prova a fare troppo si rischia di non fare bene nulla, soprattutto in cucina. Abbiamo aperto le danze con due antipasti: un fritto misto composto da nuvole di gamberi, pollo fritto, involtini primavera e crostini di gamberi a cui abbiamo aggiunto un piatto di ravioli con gamberi. Buono si, ma ovviamente precotto e surgelato. Come primi abbiamo invece optato per due piatti di cappellini uno alla piastra con manzo e verdure e l’altro, che sembrava una versione semplificata del primo, solo con verdure.

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Entrambe le portate avevano un buon sapore e la presentazione su piastra calda dei cappellini con carne e verdure era molto simpatica purtroppo però le porzioni erano troppo abbondanti e ci sono state servite di corsa mentre mangiavamo ancora l’antipasto. La cosa si è poi ripetuta con il secondo. Quando eravamo ormai saturi di spaghetti e cercavamo di terminare le ultime forchettate ci sono stati serviti un piatto di anatra con funghi e bambù e uno di maiale alla griglia con le verdure.

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Buona l’anatra accompagnata dal sapore delicato del bambù, pessimo il maiale forse rancido e abbondantemente condito con curry per coprirne il sapore. Dopo una pausa di venti minuti circa infine abbiamo deciso di ordinare il dolce: latte fritto e involtino al cocco. Buoni ma niente di che.

Passando ai giudizi la location si merita un 7 perché il locale è davvero ben arredato, ordinato e pulito.

Il servizio si merita la sufficienza per quanto riguarda la professionalità dei camerieri, ma un 5 per la gestione delle comande: secondo noi è infatti inaccettabile che tra una portata e un’altra non ci sia il tempo di riprendere fiato e che ci si ritrovi in  breve tempo sommersi dai piatti.

Per quanto riguarda il cibo un 5 è più che meritato perché i piatti sono preparati alla svelta con ingredienti non sempre di qualità.

In generale dobbiamo ammettere però che il Bella Cina non sarà certo così bello come dice il nome, però riteniamo che il locale meriti comunque una visitina perché offre un servizio leggermente superiore rispetto ad altri ristoranti cinesi della città.

Abraxas: quando i prodotti giusti entrano in cucina

Nord di Napoli? Terra difficile, terra troppo spesso legata a fenomeni criminali e a cattive amministrazioni, terra ultra-urbanizzata, terra dei fuochi.

No! Persone, luoghi e sentimenti che emergono tra mille difficoltà e conquistano spazio e visibilità. Questo è quello che si percepisce in quest’angolo di Pozzuoli, Lucrino: un paesaggio straordinario, verde e rigoglioso, circondato da tre laghi e dal mare un territorio vulcanico e fertile.

E’ qui che sorge l’osteria Abraxas ed è qui, in questa cucina, che i produttori locali portano i frutti del loro lavoro e il menù forse non troppo ampio lo testimonia: antipasti serviti in base alla disponibilità stagionale delle materie prime (e si sente), primi e secondi che rispecchiano i piatti della tradizione locale. Mi sarei aspettato però qualche proposta di pesce in più oltre alle alici e al baccalà vista le immense risorse ittiche dei litorali circostanti. La cantina poi è l’ennesimo esempio di questo trend: si va dai più rinomati vini italiani, come Barolo, Primitivo, Montepulciano e chi più ne ha più ne metta, per finire, come è giusto che sia ai vini campani e in particolar modo a quelli dell’area flegrea (Piedirosso e Falanghina Contrada Salandra, La Sibilla, Grotta del Sole ecc.). Ma passiamo a quelle che sono le effettive sensazioni trasmesse al cliente o meglio a quelle che MI sono state trasmesse da tutto l’insieme.

Il locale, innanzitutto l’ho trovato davvero carino e in sintonia con quello che è l’ambiente circostante e almeno a mio avviso la filosofia della cucina. Diviso su due piani con due sale non troppo grandi e una terrazza al piano superiore, arredata con tavolini e divanetti, che affaccia direttamente sul Lago di Averno. Unica nota negativa forse i servizi igienici troppo ridotti per l’effettiva capacità del locale.

Il servizio, in secondo luogo, davvero efficiente e cordiale a partire dai proprietari, marito e moglie sempre molto disponibili mentre i camerieri sempre attenti e preparati.

Dulcis in fundo, la cucina. Dico subito che a noi piacciono molto i sapori tradizionali e la cucina fatta con prodotti semplici della terra quindi questo potrebbe un po’ influenzare il nostro giudizio. Gli antipasti erano composti da sette assaggi misti: bruschette con pomodoro del piennolo (e a me già solo la parola pomodoro del piennolo mi manda in estasi), casatiello fatto in casa morbido e con il giusto ripieno, un’insalata di farro con alici, pomodorini e olive, seguito da verza con salsiccia e castagne preparata in maniera davvero impeccabile e saporita, vitello tonnato molto delicato, scaglie di provolone della basilicata e per finire patate con salsicce e broccoli forse la portata meno allettante, ma certamente non da buttare.

Casatiello

Casatiello

Patate con broccoli e salsiccia

Patate con broccoli e salsiccia

Scaglie di provolone della Basilicata con insalata, carote, sedano e lupini

Scaglie di provolone della Basilicata con insalata, carote, sedano e lupini

I primi che ho avuto modo di provare, invece, comprendevano un pacchero alla genovese che sprigionava un profumo e un sapore squisito e un piatto di pappardelle con broccoli, salsiccia, ricotta e limone un po’ troppo al dente per i miei gusti, ma buono negli accostamenti. Il tutto è stato accompagnato da un Piedirosso Contrada Salandra del 2010.

Pappardelle con broccoli, salsiccia, ricotta e limone

Pappardelle con broccoli, salsiccia, ricotta e limone

Paccheri alla genovese

Paccheri alla genovese

Un pasto  sicuramente non completo, che non mi ha permesso di assaporare al meglio i sapori della cucina, ma allo stesso tempo sufficiente per rendersi conto della straordinaria ricchezza di queste terre così spesso violentate dall’opera dell’uomo, ma sempre tanto generose di prodotti straordinari. E’ in quest’ottica che va elogiato il lavoro svolto dall’Osteria Abraxas che ha saputo cogliere al meglio le opportunità offerte da un territorio straordinariamente ricco.